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Agosto 2004: Ciclo-tour lungo le greenways Vienna-Praga
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di Antonio, Enzo, Ernesto (ernesto.corazza@tiscali.it) (nota:
alcuni passaggi della relazione, che è stata scritta come pro-memoria
tra amici, sono ripresi da descrizioni trovate in Internet) Sabato 31 luglio Padova-Vienna Domenica 1 agosto Vienna Preso possesso della camera nella Pension Funfhaus ( 1150 Wien, Sperrgasse 12 – tel. 00431 89 23 545 ) cerchiamo la libreria specializzata in cartine escursionistiche nei dintorni di Stephansplatz. La troviamo per caso, chiusa, dirigendoci verso Michaelerplatz. Cena al Nordsee seguita da una memorabile sacher con panna seduti in Stephansplatz, davanti alla cattedrale. Lunedì 2 agosto
Vienna-Breclav-Mikulov Recupero biciclette presso la Schneider & Peklar in Bleubtreustrasse (ditta di autotrasporti in zona industriale), poi in libreria per la cartina delle Greenways, ma non ce l’hanno. Sfiorata la tragedia sulle scale mobili della Nordbanhof, con le biciclette che si impennano. In treno fino a Breclav, oltre il confine. Antonio, che vede per la prima volta l’Europa dell’Est, cede allo sconforto, non trovandola abbastanza ridente. Percorriamo la zona di Lednice-Valtice, fino al 1945 proprietà della potente famiglia austriaca dei Liechtenstein, ora “patrimonio dell’umanità” tutelato dall’Unesco per il suo interesse architettonico. Breve visita agli esterni del castello di Valtice, e arrivo all’ufficio informazioni nella piazza principale di Mikulov dopo circa 30 km. di bici, quasi tutti pianeggianti. Le deliziose impiegate morave ci forniscono la mappa delle Greenways, la prenotazione della camera presso la pensione della siora Iola e indicazioni per ristoranti tipici ed economici. Cena sotto un pergolato carico di uva bianca (vera), poi passeggiata sotto il castello, lungo il percorso didattico del vecchio quartiere ebraico. Martedì 3 agosto
Mikulov-Znojmo In attesa dell’apertura della banca, Enzo mangia uno dei migliori strudel della sua vita. Spesa al Billa, poi entriamo nel percorso della Greenway che corre lungo i vecchi camminamenti di ronda delle guardie di confine cecoslovacche. Sono stradine asfaltate tra i campi di mais, non utilizzate dalle automobili. Antonio centra con la ruota una rara puntina da disegno, chissà come arrivata fin lì. Si attraversa la Palava, regione collinare in gran parte coltivata a vite; i saliscendi non sono particolarmente impegnativi. Dopo 65 km. arriviamo nel centro storico di Znojmo; l’ufficio informazioni ci trova una sistemazione non prodiga di spazio in una pensione. Enzo ed io visitiamo il bel centro storico, bevo un calice di vino Palava presso un’antica cantina sotterranea (circa 15 minuti di attesa pur essendo gli unici avventori) e notiamo un’orrendo inserimento di architettura comunista (uno scatolone di cemento armato) nella bella piazza principale. Cena da “U Huberta”, ristorante che aggiunge un tocco anni ’50 a un ambiente che ricorda un capanno da caccia (cfr. la guida Lonely Planet). Passeggiata lungo un sentiero panoramico che segue le antiche mura, costeggiando un’antica fabbrica di birra che esala caratteristici profumi. Mercoledì 4 agosto
Znojmo-Slavonice Giornata molto impegnativa, la più dura del giro: circa 80 km. lungo il confine con l’Austria, su stradine secondarie in parte sterrate. Ci addentriamo nel Parco Nazionale Podyji, che comprende la sinuosa valle del fiume Dyle, dai fianchi piuttosto ripidi e coperti di boschi. Superiamo diverse collinette tra 50 e 150 metri di dislivello ciascuna, in qualche caso, per poche centinaia di metri, con pendenze dell’8%. Il manubrio della mia bici, non fissato a sufficienza, si gira per le vibrazioni in una discesa ripida e accidentata: me la cavo con una piccola ferita al gomito e qualche botta. Costeggiamo il lago artificiale di Vranov, luogo di turismo balneare locale, e attraverso continui saliscendi arriviamo alla bella cittadina di Slavonice, oltre l’orario di chiusura ( le 18) dell’ufficio informazioni turistiche. Durante la guerra fredda era il centro abitato più vicino al confine austriaco, e molti villaggi dei dintorni furono evacuati e distrutti. Il centro storico, che figura nell’elenco dell’Unesco dei luoghi da preservare, è un bell’esempio di architettura e urbanistica gotico-rinascimentale: le lancette del suo orologio sembrano essersi fermate per sempre. Abbiamo lasciato la Moravia per la Boemia meridionale e l’afflusso turistico è aumentato. Dopo alcuni tentativi troviamo alloggio in una graziosa pensione arredata in stile uzbeko, gestita da marito e moglie ucraini, giovani e decisamente più cordiali della media dei cechi incontrati. Ceniamo al rinomato Besidka, locale alternativo frequentato da giovani alternativi, nel cui menu le denominazioni creative dei piatti aggravano le difficoltà linguistiche. Giovedì 5 agosto Slavonice-Jindrichuv Hradec Da Slavonice la Greenway si inoltra nel Parco Ceski Kanada, il Canada ceco, boschi di conifere e betulle costellati da laghi e laghetti. In questo parco sono nascosti molti bunker della cortina di ferro, ma non li vediamo. Il percorso è collinare, però più breve (circa 40 km.) e meno duro del giorno precedente. Dopo aver oltrepassato il castello di Landstejn raggiungiamo la massima quota del giro, poco più di 700 m.s.l.m., e facciamo una breve sosta rinfrescante nel sottobosco coperto di mirtilli. Da qui, per una trentina di km., prevalgono nettamente i tratti in discesa. A Jindrichuv Hradec l’ufficio turistico ci trova una gradevole sistemazione in una fresca camera di un antico edificio rustico, in una tranquilla posizione vicino al canale, a 5 metri dalle mura del castello. Dopo una ricognizione in centro optiamo per cenare nel ristorante della pensione, sul prato. Appena lo comunichiamo alla gentile proprietaria, ci mette in mano tre boccali di birra da mezzo litro. Venerdì 6 agosto
Jindrichuv Hradec-Trebon La Greenway da Jindrichuv Hradec piega decisamente a nord, verso Praga. Noi invece continuiamo verso sud-ovest, verso mete più interessanti e meno faticose del percorso diretto alla capitale. Il programma della giornata prevederebbe comunque 75 km. fino a Ceske Budejovice. Partiamo più tardi del solito dopo due necessarie soste, per cambiare un po’ di euro e dal meccanico per sistemare i freni della bici di Antonio e avere istruzioni sull’uso della pompa di Enzo. Dopo la faticosa esperienza della tappa di mercoledì, tentiamo di tagliare i tortuosi percorsi ciclabili per raggiungere Trebon direttamente sulla superstrada; pochi metri da brivido tra il ciglio della strada e i Tir che ci sfiorano, lanciati in velocità, ci dissuadono. Iniziamo a vagabondare tra piste, sentieri e strade secondarie per poi attraversare il Cesko Trebonsko, un’area naturale protetta dall’Unesco formata da boschi, campi, canali e laghi creata dalle modificazioni portate dall’uomo. In uno slancio di amore per noi stessi decidiamo di modificare il programma iniziale e di fermarci a metà strada, a Trebon. E’ una cittadina con un bel centro storico che conserva gran parte delle antiche mura, e una stazione balneare che si affaccia su due laghi. La graziosa impiegata dell’ufficio turistico dapprima cerca di raccontarci che nella Repubblica si trovano sistemazioni in camere singole o doppie, mai triple; dopo le nostre obiezioni, frutto dell’esperienza di una settimana, si impegna in una lunga serie di telefonate nonostante la coda di turisti internazionali che si è formata. L’alloggio che raggiungiamo dopo una ricerca un po’ affannosa, mentre iniziano a scendere gli unici 10 minuti di pioggia del viaggio, sarebbe più adatto ad ospitare squadre sportive di ragazzini in trasferta, ma ci adattiamo. Cena al Pipi Grill, situato in un cortile interno nei pressi della piazza principale: specialità pesce e la birra locale Regent. Superato l’orario di chiusura della cucina, più laborioso è il supplemento di ricerca di un dolce adeguato in una kavarna o cukrarna del centro. Sabato 7 agosto
Trebon-Ceske Budejovice Ripetuta per colazione l’esperienza della cukrarna (pasticceria) e fatti i rispettivi rifornimenti per il pranzo al sacco (Antonio: salame; Enzo: pesce in scatola, dalle sardine al caviale, passando per il tonno; Ernesto: creme di formaggio, variamente aromatizzate con cipolla, paprika, ecc.) ci avviamo con calma verso Ceske Budejovice. Un giovane aitante, cortese e colto (comunica in inglese, tedesco e italiano), che sarebbe sicuramente piaciuto alle nostre amiche lontane, vedendoci armeggiare con la cartina, scende dall’automobile e ci mostra la via più diretta per arrivare in centro. E’ la città più grande che abbiamo visto finora, con 100.000 abitanti, dinamica, industriale, trafficata e patria della birra Budvar (Budweiser in tedesco). Attraversiamo la periferia, la circonvallazione che costeggia gli ampi giardini che occupano lo spazio su cui sorgevano le vecchie mura, e arriviamo in Namesti Otakara II, la più grande piazza della Repubblica Ceca. Anche qui una gentile impiegata ci trova un alloggio economico, in posizione strategica vicino alla stazione: due camere più bagno, ampie e luminose, non altrettanto pulite. Il proprietario non spiccica una parola che non sia in ceco e la nostra competenza linguistica (dobri den-dobri vecer-dobrou noc-na shledanou-prosim-dekui) mostra i suoi limiti. Nel relax della nuova sistemazione riarrangiamo il programma: chi ce lo fa fare di correre nel pomeriggio in autobus fino alla rinomata Cesky Krumlov e ritorno? Punto 2: se il treno che ci riporterà da Praga a Vienna passasse di qui potremmo evitare di trascinarci le bici in treno e per le vie della capitale, trafficate e scomode per le rotaie dei tram, la pavimentazione a ciotoli e l’assenza di piste ciclabili. Comunichiamo per iscritto le nostre richieste al proprietario della pensione (Prali by isme si rezervovat pokoj noc 10 srpen?; Prali by isme kolo az do 10 srpen?) e andiamo in stazione a prenotare i biglietti per Praga e il ritorno con le bici via Ceske Budejovice-Linz. Cena al restaurace Columbia. Domenica 8 agosto Ceske Budejovice-Praga Un’occhiata ai negozi di antiquari camminando verso la stazione; in quella di Praga gli annunci sono accompagnati dalle note di Smetana. Qualche difficoltà nel prenotare l’alloggio, per l’affollamento turistico, le banche chiuse, il mio Bancomat che non funziona, i prezzi decisamente superiori al resto della repubblica. La pension Alpin si trova nei pressi di una stazione metro a due fermate dal centro, e di una bizzarra, piuttosto brutta, chiesa anni 30. Visita serale a Stare Mesto, casa d’infanzia di Franz Kafka, Orologio astronomico allo scadere dell’ora, Torre delle polveri. Cena al Pivnice Radegast, noto per il suo servizio sbrigativo, forse residuo comunista, che ci carica il conto del 19% di coperto e di un prezzo esagerato per il pane. Le nostre proteste ci valgono uno sconto e l’ira del cameriere. Lunedì 9 agosto
Praga Itinerario da manuale: Josefov (quartiere ebraico), vecchio mercato della frutta, ponte Carlo, Mala Strana, pranzo al sacco nei giardini dell’isola di Kampa, poi, da bravi turisti, in massa al Castello. Ritorno ai giardini dell’isola di Kampa per la pennica e cena in un locale che ricorda vagamente un pub inglese: pessimo il gulasch, buona la birra scura locale Staropramen. Martedì 10 agosto
Praga-Tabor-Ceske Budejovice A tutt’oggi Antonio rimpiange di avere mancato per pochi minuti l’orario di visita del Municipio di Praga, capolavoro dell’Art Nouveau. A Tabor, quattrocentesca roccaforte del movimento hussita, Antonio ed io piamente visitiamo 2 chiese, lasciando pure l’offerta per il restauro. Mercoledì 11 agosto
Ceske Budejovice-Linz-Vienna Giovedì 12 agosto Vienna-Mestre Venerdì 13 agosto Mestre-Padova |