|
Carissimi soci, colleghi di bici e non solo, la gita che si è svolta nel corso del fine settimana
scorsa è stata bella, interessante e goduta ampiamente da tutti i partecipanti, vecchi – nel senso che erano già stati a Poffabro nel 2003 ed i nuovi e nuove, che si sono avvicinati a questa realtà per la prima volta.
Il grado di difficoltà era impegnativo : entrambe le escursioni prevedevano di muovere le prime pedalate da Poffabro – borgo piccolino tra i più belli d’ Italia, sopra le colline del pordenonese, a 6 Km da Maniaco, quello famoso dei coltelli, poi cambiato in Maniago perche’ altrimenti la zona si sarebbe spopolata nel giro di poco tempo di tutte le persone di sesso femminile: il maniaco è sempre e solo “uomo e maschio”.
Il posto è facilmente raggiungibile in treno, meno con le auto, soprattutto per i padovani che hanno impiegato chi più, chi meno tra le 7 od 8 mezz’ore di viaggio, perdendosi o girando attorno al paese di Poffabro: alcuni sono arrivati da nord, chi da sud, chi stava per atterrare dall’alto direttamente con le biciclette.
NOTA BENE
Il costo = Euro 35 comprendente : pernottamento in camere doppie/singole - la cena del 21.05 e la prima colazione della domenica mattina è da tener presente per un’altra escursione
possibilmente da riproporsi con altre mete ed itinerari, con arrivo il venerdi’ sera per una migliore riuscita delle escursioni considerando di poter partire alla mattina presto dalla sede dell’Albergo Raut. Buona l’ospitalità del gestore Sig. Michele. La cena è stata molto gradita da tutti, anche le bevande di vario colore, andavano dal bianco al rosso vivo, ci hanno tenuto compagnia.
SABATO 21 MAGGIO 2005
Interesse della gita: Paesaggistici e naturalistici.
Il percorso si è snodato su strada asfaltata, inizialmente in salita, prevalentemente attraverso boschi, solo per un breve tratto un po’ trafficato allorché abbiamo attraversato l’abitato di Barcis, peraltro….allietato dal passaggio di 150/200 bikers motorizzati che hanno fatto sfoggio delle loro motociclette e dei loro abbigliamenti; pur essendo tutti abbastanza simili, non c’erano due moto uguali, due divise uguali, tutti rigorosamente neri e di pelle. Abbiamo visitato il centro di recupero animali selvatici e ammirato la faglia continentale nelle vicinanze dell’abitato di Andreis.
Il pranzo è stato al sacco - con una sosta prolungata presso l’enoteca del paese per l’assaggio, la conoscenza e la degustazione, doppia portata della famosa “pittina” e del cabernet franc : ogni commento è superfluo.
Resoconto - chi scrive è Giovanni.
Alle 10 circa arriva la telefonata di Leopoldo, che ci comunica di essere arrivato al casello di Portogruaro e di aspettare colà che la colonna si ricompattasse. Nel frattempo noi , a Pian delle Merie, completiamo l’installazione del tandem sulla macchina ed insieme a Luciano andiamo ad aspettare la comitiva davanti all’albergo. Là troviamo Piero, con Annamaria, una nuova socia molto simpatica ed alla buona, che traffica dietro ad una bici, ma non lo riconosciamo subito. Poco dopo cominciano ad arrivare Leopoldo e Mirco seguiti da Francesco, Alberto e la moglie Laura. Mancano Luisa e Daniela, persesi tra i meandri della campagna pordenonese.
Ormai sono passate le 11 da un pezzo, faccio accomodare gli ospiti nell’albergo per l’assegnazione delle camere. Mirella in macchina con Luciano e Leopoldo – che secondo me ci “ marcia con la sua pseudo-malattia” ci precedono a Pian delle Merie, dove preparano uno spuntino per tutti . Ci tratteniamo una mezz’oretta e forse più, finalmente partiamo. Sono ormai passate le quattordici, e col sole che picchiava affrontiamo la salita che ci porterà dopo un’ora alla forcella di Pala Barzana. Sosta tecnico-fisiologica , scarichiamo il tandem, Mirella finalmente monta in sella : guida Leopoldo, che miracolosamente è guarito appena vista la strada in discesa, infatti è un fan di Salvoldelli - io proseguo con la mia Merita, per chi non lo sapesse è una marca di biciclette, e faccio da fanalino di coda. Si arriva in Andreis. Ci raduniamo nella piazza mentre Luciano rintraccia la signora addetta alle visite guidate del piccolo museo detto della civiltà contadina. Io e Mirella ritroviamo esposte tante cose che erano usate in casa sua fino a pochi anni fa. Terminata la visita, saliamo l’erta che ci porta sulla collinetta che ospita il centro di recupero avifaunistico; ammiriamo alcune specie di uccelli predatori, l’aquila fa la sua bella scena dall’altro della sua postazione, ma anche l’allocco, chi del gruppo?, si difende bene. Poi di nuovo in sella diretti verso Barcis. Qui la comitiva si disperde : chi sul lungolago, chi alla degustazione dei prodotti enogastronomici della Val Cellina. Ci ritroviamo più tardi alla fine del paese per riprendere il cammino diretti a Montereale Valcellina. L’andatura è molto spedita :in discesa attraversiamo una galleria di circa cinque chilometri. Giunti a Montereale, perdiamo di vista Leopoldo. Telefono a Mirella: erano andati alla ricerca di una farmacia, che purtroppo non hanno trovato. Dopo un primo ricompattamento, il gruppo fugge verso Maniago. Io, essendomi attardato al ponte di Ravedis per far passare un Pullmann che aveva difficoltà ad imboccare il ponte, mi trovo improvvisamente solo, seguo il percorso che presumibilmente la compagnia ha battuto passando per Maniagolibero, Maniagodimezzo, Maniago di Sopra, Maniago di Sotto e me li ritrovo riuniti in Piazza Italia, qualcuno va a visitare il Duomo, mi chiedo se qualcuno ha notato la loggetta quattrocentesca con l’affresco coevo. Leopoldo prosegue la ricerca di farmacie aperte, ma l’……epo l’hanno finito, noialtri ci gustiamo un gelato. Partiamo per l’ultima tratta della giornata: diretti all’albergo. Scambio di bici: Leopoldo sale sulla mia Merida ed io sul tandem. La giornata si conclude con una cena a base di prodotti tipici del luogo.
DOMENICA 22 MAGGIO 2005
Il percorso si è sviluppato su strada asfaltata, appena un paio di ciclisti incontrati nella prima discesa che si snoda partendo dalle vicinanze dell’Albergo prendendo la direzione verso Tramonti, che è poco trafficata nella parte iniziale e molto suggestiva, in mezzo al bosco con delle curve dolci e non pericolose. La meta – le Grotte di Pradis - verrà raggiunta dopo una salita di circa 7 Km. Oltre alle Grotte viene visitato l’orrido. Il pranzo è stato consumato nella trattoria-agriturismo che si trova nelle vicinanze delle grotte: eventualmente il referente per le visite guidate alle grotte, puo’ anche fornire un pasto – un primo piatto e qualche accessorio, ai gruppi che ne facciano richiesta con un po’ d’anticipo.
L’appuntamento è alle nove. Mirella e Luciano vanno con la macchina in avanscoperta per vedere quali possibilità ci fossero di attraversare il ponte sul torrente Chiarzò, attualmente inibito al passaggio auto perche’ manca ancora il collaudo per il tratto ripristinato dall’Ente strade a seguito di una frana. Mentre percorrevamo la discesa di Navarons, Mirella comunica che si può passare il cantiere. Indirizzo la comitiva verso Tramonti. Breve fermata lungo il lago di Redona sforzandoci di vedere il paese sommerso, a seguito della costruzione a valle di una diga con conseguente riempimento d’acqua a scopi idroelettrici, purtroppo il riflesso delle montagne circostanti il lago ha impedito di vedere i ruderi sotto le acque. Imbocchiamo la strada per Campone e senza incontrare anima viva arriviamo davanti allo sbarramento del cantiere. Senza fare grossi danni , passiamo lo sbarramento, attraversiamo il ponte, poco più avanti ci aspettano Luciano e Mirella al di là dell’altro sbarramento. Questa volta il varco si presenta di una certa difficoltà: lo scavalchiamo, tutti contenti, foto , battute. Arrivo a Campone con sosta alla fontana, ricompattamento del gruppo. Foto di gruppo gentilmente scattate da alcuni ciclisti che provenivano da San Daniele. Riprendiamo la marcia: ci aspettano tre chilometri di salita. Restiamo un po’ indietro Leopoldo, Mirco ed io, in verità ci stavamo gustando il panorama con più calma, mentre Francesco ci attendeva a 100 metri dall’arrivo in cima steso al sole neanche si fosse trovato a Sottomarina Beach. Al termine della sfacchinata, ci viene incontro Alberto annunciando il menù offerto dall’agriturismo. Giunti finalmente ai Piani di Pradis, ci accomodiamo sotto la tenda . Viene consumato il pasto. Alle tre saliamo in sella ed andiamo a visitare le grotte di Pradis poco distanti. Del complesso speleologico, mi ha colpito l’orrido sulla cascata del torrente Molat: indescrivibile. Non ho parole!
La compagnia,dopo aver visto le grotte,prosegue la visita del micromuseo dove sono raccolti reperti paleontologici ritrovati durante l’esplorazione delle grotte.
Partiamo, diretti a Maniago: dopo una salita di qualche chilometro, giungiamo a Clauzetto. Qui giunti: ecco la tanto attesa discesa. Sette chilometri ad alta velocità, che lo spericolato Piero affronta manco fosse Valentino Rossi contro Gibernau ( ah! I ricordi di gioventù quando scorazzava l’Italia avanti e indre’, forse voleva far colpo su qualcuna…….) e giungiamo a Travesio. Qui ci aspettano Mirella e Luciano, Leopoldo per prudenza – ma forse più per poca voglia di sudare - sale in macchina, dove ascolta via radio le partite di calcio, prima della disfatta della sua squadra in quel di Istanbul e l’arrivo della tappa del giro che transitava per lo Stelvio. Il resto della passeggiata è senza storia: si conclude a Maniago, gli autisti salgono con Luciano, bravo accompagnatore, contastorie e autista del gruppo, che li riporta a recuperare le macchine, a parte Alberto, che per potersi mantenere più in forma affronta gli ultimi chilometri da solo fino all’albergo Monte Raut e da qui tutti ritornano alle loro case, chi più chi meno in orario, fatti loro. Fine della gita.
Giovanni – Mirella e … gli altri.
Partecipanti:
Giovanni, Mirella, Giampiero, Alberto, Laura, Mirco, Francesco, Luisa, Daniela, Annamaria Leopoldo e Luciano
|