<%@LANGUAGE="JAVASCRIPT" CODEPAGE="1252"%> Eolie 2006

Ciclovacanze isole Eolie 22 aprile – 1 maggio 2006

 

 

 

Che dire ?
Ho preso l’occasione al volo (un Airbus della Wind) e sono scesa sulla più grande delle isole italiane: la Sicilia !
Un autobus, un altro autobus, l’aliscafo che da Milazzo (dove gli altri partecipanti erano già arrivati con il treno) porta a Lipari, insieme meta e base per le nostre escursioni.
Ognuno nel proprio alloggio/appartamento residence “la Munciarda”, situato in cima ad una collina con vista sul centro storico dell’isola a dominare il porto di Marina Lunga.
A nostra disposizione, ogni mattina la motonave “Principessa”, la nostra regina del mare, per condurci, ciclisti e biciclette (nelle barca dedicata al seguito) nelle altre cinque perle (sarebbero sei, ma Alicudi, ricoperta dalla vegetazione di erica, non era inserita nel nostro programma) del Mar Tirreno: Filicudi, Vulcano, Stromboli, Salina e Panarea.

La compagnia è quella di sempre (agli amici della bicicletta): gente tranquilla, socievole, curiosa, simpatica, accogliente, l’anfitrione di quelli di razza: il prode e informatissimo e documentatissimo Luigino; siamo quindi in una “botte di ferro”. Tutti gli ingredienti per un’altra bella esperienza.

 

Il territorio è ricoperto di rigogliosa vegetazione, fiori dai colori sgargianti e dal profumo intenso, ginestre, geranei, margherite, oleandri, pelargoni, liquirizia, ibiscus, melodiosi canti di uccelli: un cocktail di colori, profumi e suoni che è difficile esprimere e riassumere in una sola cosa.

Filicudi, la prima isola che biciclettiamo, selvaggia e dai colori sgargianti, circondata da un mare cristallino e da insenature incantate; subito ci aspettano sette chilometri di salita sino a Valle Chiesa e poi giù in discesa verso Pecorini, un fresco (gelido) bagno e poi via per la ripartenza.

Segue Vulcano, dalla notte dei tempi dimora di Eolo , il dio dei venti. Conquistando la salita verso Punta del Piano ammiriamo l’Etna innevato, gustiamo l’indimenticale sapore della ricotta fresca appena “sfornata”. Affrontiamo le pendici del cratere fino a raggiungere il Gran Cratere: il paesaggio è lunare e sei inebriato dall’odore acre dei gas sulfurei delle fumarole. Ancora una pedalata verso la Valle dei Mostri (il nome è dato da alcune rocce laviche di strana forma, non da alcuni amici della bicicletta) e prima del rientro una breve sosta nella zona di Porto Levante dove chi resiste può sfruttare proprietà terapeutiche di fanghi bollenti e fumarole maleodoranti.

Lipari (la più grande delle isole eoliane) merita due escursioni: una a piedi per conoscere il centro storico di Lipari con la sua acropoli; le sue strette vie accoglienti, bianche, colorate e silenziose: case con fiori a far bella mostra di sé, porte aperte di gente che non ha da diffidare di nessuno ed è forse per questo naturalmente accogliente e pronta a ricevere i visitatori.
L’altra è dedicata alla scoperta di Lipari in sella alla bicicletta: tra più falsi che piani il percorso si snoda tra panorami incantevoli su rocce a dirupo sul mare cristallino. Suggestivo il belvedere di Quattropani, affascinanti e misteriose le cave di caolino, sosta ricreativa per anima e corpo alla chiesetta di stile greco della madonna della Catena… E poi giù in discesa ad Acqualda e poi ancora a Porticello a vedere le cave di pomice. A Canneto c’è chi si concede un ottimo gelato, chi un gelido bagno e i più vigorosi (pochi) ancora in sella in salita verso … la cima.

Eccoci a Stromboli, conosciuta in tutto il mondo per le eruzioni del suo vulcano attivo. L’attesissima ascesa sulla bocca del cratere in notturna viene “stoppata” a 400 metri dalla meta a causa del tempo e di pericolo di frane; non ci resta che consolarci a vedere la sciara del fuoco e a ritornare (un po’ dobbiamo dirlo con le pive nel sacco) non prima di aver visto e sentito qualche esplosione ed i suoi scintillii.

 

Salina – la mia prediletta – chissà perché. Forse il tempo ideale e variabile, la sua particolare capacità di accogliere i suoi “pellegrini” (tali eravamo, in molti sensi – anche “doppi”). La discesa alla casa di Pollara (dove è stato girato “il postino”) con il suo mini porto artificiale fatto dai pescatori e poi via alle coltivazioni dei capperi in mezzo ad una quiete, ad un verde intenso e ad una maestosità del mare circostante che è difficile da raccontare. L’interessante museo civico di Lingua , dedicato alle tradizioni del posto e agli oggetti usati un tempo in agricoltura ci è stato descritto con passione da un “vecchio lupo di mare” (anche di età) ben in sintonia con il luogo .

Ultima, non per importanza – Panarea, l’isola dei vip: elegante, esclusiva, trapuntata di bianche villette immerse nella mediterranea vegetazione; con i suoi carabinieri nella macchina elettrica, silenziosi e forse anche poco preoccupati, chiamati a sorvegliare un’oasi di pace. Punta del Corvo ci sorprende per la sua rara bellezza, incontro dei colori stupendi della particolare roccia, dei fiori e dell’onnipresente mare. Lasciamo le bici per visitare le antiche vestigia di un villaggio preistorico per poi scendere alla spiaggia quasi completamente tappezzata da centinaia di meduse color viola-lilla.

Il cuore gonfio di emozioni aveva spazio, durante il viaggio di rientro in mare, per ripensare a tante cose belle messe insieme, alle fatiche ciclistiche subito dimenticate, a quella gioia semplice di stare insieme.

L’ospitalità e la cordialità di Francesco (coordinatore dell’associazione Amici della Costa di Lipari), la seria e frizzante professionalità di Sara (la nostra guida locale) hanno contribuito a far sì che la ciclovacanza alle Isole Eolie resti scolpita nei nostri cuori assieme alla gioia e il sorriso alla vita, condivisi tra una pedalata e l’altra , assieme agli Amici della Bicicletta.

Che dire? … un vero bagaglio di emozioni da portare con sé in sella alla bici!