Da Cortina d’Ampezzo a Vienna

di

Franz & Naty

 

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LUNEDI’ 1 AGOSTO:
Riprendiamo la ciclabile lungo il fiume, oggi la tappa è lunga, pedaliamo veloci sullo sterrato lungo il fiume. Dopo St.Georgen, Franz viene inseguito da quattro tafani affamati per vari Km; darci dentro con la velocità non stacca i fastidiosi insetti, meglio fermarsi ed affrontarli con coraggio! Dopo strenua battaglia, rimedio solo una puntura di zanzara, anch’essa uccisa dopo una cruenta lotta!
Proseguiamo il tragitto lungo zone umide, placidamente assorti nei nostri pensieri arriviamo al paese di Burghausen, la più grande fortificazione dell’ Europa centrale, testimonianza della passata ricchezza di questa zona. Superata la bella cittadina iniziano nuovamente i saliscendi, ma ormai siamo ben allenati e ci godiamo gli incantevoli paesaggi collinari, con paesini fortificati e case dai tetti rossi. Dopo vari scollinamenti si riprende la via lungo il fiume e finalmente ecco Braunau am Inn, il corso d’acqua in cui è confluito il Salzach, da noi seguito sin da Krimml. L’ufficio informazioni con terminal per ciclisti è un grande gabbiotto con la pianta della città e alcuni rubinetti per riempire le borracce, Fortunatamente abbiamo l’indirizzo del campeggio e, chiesta qualche indicazione, arriviamo agevolmente alla meta.
In questo luogo nacque un personaggio tristemente noto: Adolf Hitler, ma l’abitazione è riconoscibile solo da una grossa e anonima pietra posta davanti all’ingresso, evidentemente si cerca di dimenticare un passato tuttora angoscioso. La cittadina è piacevole, costruita attorno ad un’unica lunga piazza; scambiamo qualche discorso con due simpatici italiani reduci da un viaggio a Capo Nord, ceniamo in un ristorantino e ci concediamo ad un sonno profondo.
KM di oggi: 83.

MARTEDI’ 2 AGOSTO:
Lasciamo Braunau dopo colazione con cappuccino italiano e krapfen appena sfornati, Naty è stanca, andiamo più lenti del solito, così pronuncia la frase storica del giorno: “ma qui i caffè hanno tutti l’aria condizionata? C’è scritto konditorei!” La mia frase scema del giorno non la ricordo. All’ora di pranzo sostiamo presso una gasthof poco prima di Oberberg, nei pressi della turbina per l’energia elettrica; il posto è da segnalare, c’è una bella piscina e i prezzi sono davvero contenuti. Naty si è ripresa un po’e continuiamo per salite e discese, attraverso campagne incantevoli. A 20 Km da Passau ci sentiamo sfiniti, ma continuiamo per inerzia.
Finalmente entriamo in città, siamo in Germania. Ancora salita in centro paese, discesa, ponte e salitone finale per il campeggio. Qui termina il primo, lungo, tratto del nostro viaggio. Conosciamo due padovani, del nostro stesso quartiere, arrivati in treno per fare la ciclabile del Danubio, sono belli carichi anche loro. Domani partono, noi ci fermiamo un giorno per riposare.
Andiamo in centro per la cena, il pavè è del tipo che fa saltare le otturazioni dei denti, spaghettata gigante in un locale alternativo e via a dormire.
Km odierni: 73.

MERCOLEDI’ 3 AGOSTO:
Oggi il cielo ha il colore del piombo, non piove ma fa piuttosto fresco; il duomo cittadino è in stile barocco,le dimensioni sono imponenti, si sostiene che l’organo sia il più grande del mondo con circa 17000 canne; continuando a gironzolare per il centro, visitiamo il municipio, con una bellissima sala del consiglio, dove, alle pareti si possono ammirare dipinti raffiguranti la saga dei Nibelunghi e le grandi finestre istoriate, poi si va a vedere il museo del vetro,ospitato in un antico albergo. I pezzi esposti sono infiniti, le vaste sale sono distribuite su cinque piani, vetri e cristalli provengono in maggioranza dalle nobili famiglie mitteleuropee. Passau si trova alla confluenza di tre fiumi: Danubio, Inn e Ilz, il suo splendore deriva proprio dalla ricchezza che questo triplice nodo fluviale porta 
ancora alla città, basti vedere le grandi imbarcazioni turistiche che ne solcano le acque, peccato il tempo sia grigio, con il sole dev’essere tutto molto affascinante. Alla sera ceniamo in un ristorante dove si vedono alcune foto del proprietario che suona in un gruppo jazz, il desinare è accompagnato da ottima musica di questo genere; passeggiando per il centro conosciamo dei ragazzi che lavorano in una pizzeria italiana, ci raccontano di come si vive in Germania e delle attenzioni che lo stato pone nei confronti dei cittadini, del sistema fiscale, della disoccupazione e tante altre cose che ci fanno sentire europei di serie B. C’è da arrabbiarsi, meglio andare a dormire.
Km fatti: 5

GIOVEDI’ 4 AGOSTO:
Iniziamo la ciclovia del Danubio sotto le nuvole e qualche goccia di pioggia, ci sono vari gruppi che affrontano il tracciato, quasi tutti i componenti sono persone di una certa età. L’asfalto scorre velocemente sotto le ruote e ben presto ci troviamo al primo traghetto; per attraversare il fiume si sale su delle piccole imbarcazioni in legno, il prezzo è modico (2,5 euro compresa la bici). Rapidamente superiamo i vari gruppi e li distanziamo, non sembra vero di correre a queste medie, il vento è a favore e in fretta arriviamo al secondo imbarco, presso la spettacolare ansa di Schlogen. All’ora di pranzo ci fermiamo presso la trattoria con alloggio “Reisinger”traboccante di fiori e con prezzi più che accettabili. Mangiando sulla grande terrazza ammiriamo tre grossi rapaci che volteggiano eleganti sullo sfondo di un cielo a tratti nuvoloso.
Costeggiando il placido fiume si vedono tantissimi germani reali, cigni e una grande varietà di specie faunistiche, sempre pedalando nel verde e nella serena tranquillità di questa regione. Ci fermiamo ad Aschach, in una stanza privata, nelle altre camere ci sono dei ciclisti olandesi di mezza età. La bella e lunga tappa odierna è trascorsa sin troppo in fretta, senza faticare e in pieno relax.
Km di oggi: 73.

VENERDI’ 5 AGOSTO:
Dopo aver fatto un’abbondante colazione e la spesa al supermercato torniamo a costeggiare il pacifico e grande Danubio fino al ferry-boat di Wilhering; è un traghetto speciale, trasporta anche auto ed è privo di motore, il sistema è collegato a fune da riva a riva e tutte le manovre vengono eseguite dalla perizia del timoniere. Nei pressi di Linz la ciclabile costeggia la trafficata statale, è il punto più brutto del percorso, ma, proseguendo ci si trova nei pressi del centro città, dove la situazione migliora decisamente. Una capatina nel nucleo storico ci vuole, anche per capire il motivo per cui Mozart ha dedicato una sinfonia a questo luogo, apparentemente 
classificabile soltanto come un trafficato centro industriale. Dopo aver superato l’enorme parco pubblico cittadino ci imbattiamo in una specie di gigantesca sagra paesana con giostre, attrazioni varie e affollati chioschi culinari, il tutto animato da un tizio che cantando canzoni popolari dà il ritmo a danze e bevitori di birra che tracannano nettare dal loro Mass (boccale da un litro). Beati loro! Noi dobbiamo proseguire la tappa, purtroppo tralasciando soste fondamentali come Markt St.Florian che implica una deviazione e altrettanto dicasi per il tristemente famoso lager di Mauthausen. Giungiamo alfine all’enorme campeggio di Au am der Donau, dove, piantata la tenda, ci concediamo un breve sonnellino, svegliati poco dopo da una urlante orda di biciclanti scout cattolici italiani si, proprio quelli che amano così tanto il prossimo da rompergli le palle schiamazzando, gridando e ubriacandosi tutta la notte! 
Comunque ci concediamo un breve giro per l’anonimo
paesino di venti case e ci lasciamo andare ai nostri pensieri che si fondono col sole di questo dolcissimo tramonto danubiano. La cena viene consumata sotto la pergola dell’ unica trattoria aperta del posto. Anche oggi la tappa è stata idilliaca (scout a parte).
Km del giorno: 60.

SABATO 6 AGOSTO:
La sveglia mattutina del campeggio è data da un furioso litigio tra barbari, due ragazze si contendono chissà che cosa, il loro prete accompagnatore latita, un bimbo piccolo, svegliato dalle urla piange, ma si sa, il buon Dio è con loro (di questo ne sono convinti) e perciò si comportano a loro piacimento. Nei nostri viaggi abbiamo incontrato diversi di questi gruppi e possiamo dire che sono tutti maleducatamente uguali!
Facciamo colazione nell’unico panificio-pasticceria-bar-sala lettura del paese; lo strudel è ancora caldo, cominciare meglio la giornata è difficile, nonostante una fastidiosa pioggerellina scenda lieve.
Seguendo i consigli della guida, dopo circa 30 Km deviamo verso il paesino di Grein, un grazioso insieme di barocco che include il più antico teatro municipale austriaco con soli 160 posti a sedere.
Da contemplare è la piazza contornata da fioriture. Facciamo un po’di spesa al market e sostiamo su una panchina, rimirando il luogo. La leggera pioggia si intensifica, indossiamo i K-Way e torniamo indietro verso la ciclovia. Superato un lungo ponte incontriamo un prete accompagnatore che, armato di ricetrasmittente, sta guidando l’orda di neo-ciclofarisei verso una gasthof. Via in fuga, prima di essere travolti! Dopo qualche Km ci fermiamo presso un luogo attrezzato per soste pic-nic, ce ne sono moltissimi lungo il percorso; qui incontriamo un gruppo di trevigiani con le bici stracariche e diversi bambini al seguito. Il sole fa capolino e ci invita a proseguire, mentre un forte vento a favore ci spinge veloci fino a Melk, trascurando varie chiese barocche insediate lungo la via. Tralasciamo il campeggio, non ci sembra un granchè e verrà sicuramente invaso dagli scout-barbari, scorgiamo la splendida abbazia che visiteremo domani e ci dirigiamo all’ufficio informazioni, da dove prenotiamo una stanza, appena fuori dal paese.
La camera è bella, però notiamo con sospetto la presenza di una grossa pendola che batte le ore sonoramente. Effettivamente la padrona di casa ha la mania degli orologi, ce ne sono ovunque, di tutti i tipi. Nella stanza attigua è alloggiata una graziosa ragazza, più volte incrociata durante il percorso; ci racconta che viaggia in bici da sola, viene da Barcellona e va a trovare alcuni amici in Romania. Fuori fa piuttosto freddo, dobbiamo coprirci bene per andare a mangiare nel caratteristico centro, animato da alcune strane statue, provvisorio omaggio all’arte moderna. Alle 22, con un blitz degno delle teste di cuoio, Naty blocca la scampanante pendola sita in camera! Buonanotte!
Km volati oggi: 85.

DOMENICA 7 AGOSTO:
Fa sempre freddo, il vento non dà tregua, salutata la padrona di casa, saliamo la collina dove è costruito il comprensorio dell’abbazia, impressiona la vastità dell’insieme, i giardini sono enormi, l’interno è barocco fino all’ estremo, la ricchezza degli arredi è ridondante, persino soffocante, la cura del più piccolo particolare è maniacale.
Suggestiva è la visita della biblioteca che contiene migliaia e migliaia di volumi e manoscritti, mentre l’interno della cappella sfolgora di luci ed ori ostentanti ricchezza, anche le pale e i quadri, pur messi in secondo piano dallo sfavillio delle statue, permeano di ancestrale bellezza. Tanta profusione artistica provoca anche imbarazzo nella scelta delle opere da mirare, bisognerebbe dedicare alla visita almeno una giornata, ma il tempo è tiranno, dobbiamo ripartire.
Dopo alcuni Km, inizia il tratto più bello del percorso, dolci colline ospitano sulla sommità dei castelli, alcuni in rovina, altri si suppongono abitati da dame e cavalieri, molti pendii, coltivati a terrazza esibiscono filari di vigneti dalle perfette geometrie, i frutteti appaiono generosi; è la Wachau, una valle-giardino. Degno di nota è il borgo di Durnstein, simile alla nostra Arquà Petrarca, ma più variopinto. All’inizio del centro, dopo il castello-albergo un cartello indica la zona pedonale, passeggiamo piacevolmente spingendo le bici in mezzo a una folla di turisti, quando inizia a piovere; indossate le giacche proseguiamo il tragitto fino alla cittadina di Stein, periferia di Krems, dove, sotto un grande albero attendiamo la fine del piovasco. Superato un lunghissimo ponte, prestiamo soccorso a una coppia di teutonici, azzoppati da una foratura e privi di attrezzi adatti a porne rimedio. Ritorna un tiepido sole e l’alzaia del Danubio scorre rapida sotto le nostre ruote che, per vari Km, provocano l’unico rumore udibile. 
Il percorso è intervallato da alcune simpatiche amenità, frutto della fantasia e dell’amore per la bevanda nazionale.
Ormai si avvicina la sera, lungo l’argine troviamo l’ufficio informazioni di Traismauer, costituito da una tettoia con affissi poster indicanti le varie sistemazioni per i viaggiatori, corredate dai prezzi e dalle foto degli alberghi, pensioni e case private, contrassegnate da un numero; accanto al tutto c’è una specie di citofono, si preme il tasto con il numero corrispondente alla scelta fatta, ci si accerta della disponibilità, si sfila dal cestino sottostante la cartina del paese dove sono evidenziati i numeri degli alloggi e si pedala verso la destinazione prescelta. Complimenti per l’organizzazione! La nostra stanza è in una grande mansarda, con vista sui prati, siamo dotati di TV satellitare e un grande bagno, fornito di innumerevoli prodotti per la pulizia. Fa sempre freddo, ci copriamo bene e andiamo a mangiare nel pittoresco centro, troviamo un ristorante-pizzeria italo-greco. Come sempre si mangia bene, abbondantemente e si spende poco.
Km fatti. 61.

LUNEDI’ 8 AGOSTO:
Forse questa è stata la tappa più tranquilla del viaggio, lunghi rettilinei si susseguono, attraversando zone umide, nel silenzio di questa verde natura. Improvvisamente da una macchia di cespugli balzano fuori due cerbiatti che si rincorrono giocando, per poi sparire di nuovo nella boscaglia; è stato un attimo di magia.
Sostiamo a Tulln per mangiare nella piazza del paese e gustiamo una bella fetta di sachertorte, per poi riprendere la pedalata sul lungofiume, costellato di aiole fiorite di lavanda, che emanano un intenso e piacevole profumo. Il pensiero del rapido approssimarsi della nostra meta ci induce a rallentare il ritmo,cerchiamo di assaporare in profondità queste sensazioni idilliache, immersi in questo irreale silenzio, rotto soltanto dal flebile rumore delle ruote sull’asfalto.
A metà pomeriggio esce il sole e ci convince ad una piacevole sosta per degustare una dissetante “Radler”
mistura di birra e limonata, vero punto fisso dell’ itinerario finora percorso.
Ecco alfine Klosterneuburg, con i due svettanti campanili dell’abbazia sulla cima della collina. Il grande campeggio è situato nei pressi della ciclabile ed è il più bello ed attrezzato incontrato sinora; è dotato di ufficio informazioni dove ci riforniscono di depliant e buoni sconto vari per visitare Vienna, ahinoi, siamo vicini alla meta.
Franz litiga per un buon quarto d’ora con la doccia, dotata di sistema a sensori infrarossi che interrompono il getto al minimo movimento: buffo, l’infernale meccanismo si chiama “surprise”!
Scaliamo a pedali la collina per visitare il complesso religioso,ma è chiuso per restauri, peccato, è davvero imponente. Gironzoliamo per il paese e ci fermiamo a cenare in un localino in piazza, alle 21 torniamo alla tenda e andiamo a dormire con le galline.
Km percorsi: 57.

MARTEDI’ 9 AGOSTO:
La pioggia mattutina ci sveglia, ma è soltanto uno scroscio che precede il sorgere di un pallido sole; usciti dal campeggio, dopo un breve tratto appare il fatidico cartello, posto in una zona un po’dimessa della periferia, ma, come descritto da sant’Alberto Fiorin, protettore dei ciclisti ed autore dell’insostituibile libriccino-guida della ciclovia, manca ancora un bel po’ al centro della città. Per qualche Km viaggiamo su strade aperte al traffico, succssivamente si ritorna a pedalare lungo il fiume, poi, paralleli alla ferrovia si seguono i cartelli con l’indicazione “zentrum”, fino ad affiancare il “ring”, circonvallazione della città; dopo qualche km si gira a destra e si giunge nella storica piazza, dominata dalla grandiosa cattedrale gotica di S.Stefano. La meta è raggiunta! Dalla porta del garage di casa sono 901 Km di sudore e fatica, ma anche di momenti meravigliosi ed indimenticabili. 
Seguendo le indicazioni riusciamo faticosamente a destreggiarci nel traffico e a raggiungere il camping “Wiener Sud”, distante una dozzina di Km dal centro storico, ma niente paura, il trasporto pubblico è di un’efficienza encomiabile. Con modica spesa si possono fare biglietti validi 24 ore, oppure tre giorni, o altre proposte; ritornati nel centro Franz acquista una “Vienna card” che dà diritto a 72 ore di trasporto pubblico e sconti all’ingresso dei vari musei, io come studentessa, opto per un “72 ore” semplice, dato che la presentazione del libretto universitario dà diritto all’ingresso ridotto praticamente ovunque.
Vienna non è una città visitabile in maniera razionale: ti precipita addosso, ti avvolge, qualsiasi angolino o scorcio permea arte e cultura, è meglio lasciarsi trascinare dalle mille e mille opportunità; noi stiliamo un programma di massima e ci lasciamo coinvolgere dalle sensazioni, vagabondando qua e là, in una seducente apnea, avulsa dalla logica umana.
Km di oggi: 28 

MERCOLEDI’ 10 AGOSTO:
“Vienna è Vienna!” Ricordo le parole di mia nonna, mentre raccontava i fasti della Sua giovinezza. La prima cosa che vogliamo visitare è la Hoffburg, il palazzo imperiale. Già dall’esterno si intuisce lo sfarzo traboccante dal complesso edilizio, l’interno conferma il tutto, travalicando la fantasia. Porcellane, argenti, ori, sale e saloni fanno intuire come dovessero vivere un imperatore e la sua corte. Segue il giro del museo dedicato a Sissi (si pronuncia Sisi), dove si percorre la storia dell’imperatrice, dalla nascita alla morte, avvenuta nel 1898 per mano di un anarchico italiano, qui la figura della sovrana viene decisamente ridimensionata rispetto a quella hollywoodiana. Poi tocca alla Schatzkammer, la stanza dei tesori, contenente una raccolta tale di gioielli e preziosi da far impallidire il migliore dei mastri orafi.
Pausa pranzo presso un kiosk del centro e col metrò andiamo al castello di 
Schonbrunn. Ancora sale e saloni, mirabili affreschi, la profusione di arte e ricchezza stordisce, ormai è pomeriggio avanzato, facciamo due passi nel parco. Sono venuto qui più volte, ma non avevo mai trovato aperto l’accesso alla terrazza della Gloriette, oggi il desiderio si concretizza e possiamo goderci l’incantevole visione del castello con lo sfondo della città. Che spettacolo! Alle 19 comincia a piovigginare, velocemente torniamo in centro; solita cena abbondante, passeggiata sul Graber e rientro al camping.


Giovedi’ 11 AGOSTO:
Oggi tocca al museo Belvedere, raggiunto tra coincidenze di metrò e tram; subito dopo l’ingresso veniamo travolti dalle sensazioni: Klimt, Van Gogh, Renoir, Cezanne, Monet e decine di altre opere d’ arte da lasciare senza fiato. Al piano superiore c’è una mostra per celebrare i cinquant’anni di repubblica austriaca, qui è esposto il famoso quadro “il bacio” di Klimt, vederlo in foto nei libri di storia dell’ arte non mi ha mai fatto un grande effetto, come per le opere di altri grandi pittori ma, vederlo dal vivo colpisce ed emoziona! All’ultimo piano troviamo una mostra dei grandi pittori scandinavi, c’è davvero da sentirsi ubriachi! Non vogliamo rimanere colpiti dalla sindrome di Stendhal e usciamo nel parco antistante il palazzo; qui le aiole fiorite, coltivate con disegni di rara precisione geometrica sono precedute da alcune statue di sfingi, mi solletica la vaga rassomiglianza con Naty e provvedo ad immortalare la fugace visione.
Ci sarebbe da vedere anche il museo del Belvedere inferiore ma il tempo stringe; dopo aver consumato un rapido pasto ci concediamo una lussuosa pausa nel caffè Sacher dove assaporiamo la torta più famosa del mondo (un saluto a Nanni Moretti), qui senz’altro tra le più buone! Torniamo in piazza S.Stefano ed entriamo nella cattedrale,dove impressiona l’elevazione dello stile gotico, la semplicità rispetto al ridondante barocco e il numero di turisti che affollano il tempio; ci defiliamo nell’ ascensore che porta in cima
all’Adlertor. La veduta è emozionante, l’agglomerato urbano, con il suo profondo respiro, rivendica al mondo il rango di vera capitale della MittelEuropa! E’meglio sedersi vicino a dei ragazzi giapponesi ed assaporare con la dovuta calma il magico momento.
Una volta scesi aggiriamo la piazza ed entriamo nell’androne che dà adito alla lunga scala a chiocciola per salire in cima alla torre meridionale, più alta, chiamata Steffi dai viennesi; dopo un’infinità di gradini si arriva ad una porta che conduce in una stanza adibita a vendita di souvenir, tutto intorno le impalcature dei restauri impediscono una valida visione dell’esterno; peccato! Scendiamo le scale di corsa, fino a farci girare la testa, gironzoliamo ancora un po’,osservando le esibizioni dei vari artisti di strada e finiamo a cena al Mc Donald, per risparmiare qualche soldo, dati i prezzi; qui mediamente più elevati, rispetto alle altre città. Rapido rientro al camping con coincidenze di metrò e bus dalla puntualità degna di un orologio atomico (ma come fanno?), e stramazziamo sui materassini.

VENERDI’ 12 AGOSTO:
Il tempo nuvoloso non ci impedisce di recarci a visitare la Donauturm, il più alto edificio di Vienna che si trova nel Donaupark, da qui la pista ciclabile permette di raggiungere Bratislava (Slovacchia). Il veloce ascensore ci porta su di una piattaforma, lo sguardo si perde all’orizzonte: si distinguono bene la ruota del Prater, il duomo, le colline di Grinzing e numerose chiatte che navigano sul Danubio. Al piano superiore si trova un ristorante girevole che compie l’intera rotazione in un’ora. Di nuovo in città per addentare un panino e concederci un altro pregevole peccato di gola, stavolta andiamo al caffè Demel, dove, attraverso una vetrata, si ammirano i famosi pasticceri intenti alle loro opere dolciarie. Resistere è impossibile, qui viene perpetrato un grave attentato alla linea, ma siamo in vacanza e ci lasciamo andare. 
Prendiamo la decisione di tornare nel giardino imperiale di Schonbrunn per dar da mangiare agli scoiattoli
e alle cinciallegre; dopo un decimo di secondo veniamo attorniati da un nugolo di giapponesi che scattano decine di foto all’ insolito spettacolo; regaliamo loro qualche nocciolina, così possono farsi il reportage lasciandoci in pace.
Il parco presenta varie attrazioni tra cui uno zoo, un labirinto, un altro labirinto con giochi per i bimbi, anche se è frequentato più da adulti che da fanciulli , impegnati a scalare la pertica per suonare la campana, sui ponticelli con schizzi d’acqua, saltare sulle piattaforme a molla, ecc.
L’ultima foto la facciamo a noi stessi nel cerchio degli specchi, abbiamo finito i rullini.
Siamo di nuovo nel centro storico a gironzolare, mangiamo qualcosa presso un kiosk sul Graber e camminiamo, affascinati dalle luci notturne che donano al luogo un aspetto unico. Rientriamo al campeggio a notte inoltrata.

SABATO 13 AGOSTO:
Smontiamo senza fretta l’accampamento, districandoci nel traffico arriviamo alla stazione Wiener Sud a mezzogiorno; mancano più di tre ore alla partenza, quindi saltiamo ancora in metrò e siamo di nuovo a vagare per il centro. Ci fermiamo a mangiare in un localino tipico, nei pressi della Hoffburg e alle 15.30 siamo sul treno che parte in perfetto orario. Il cielo si è oscurato, la pioggia scroscia sulle colline, Franz sta finendo le sue parole crociate e il sonno mi coglie in un momento di malinconia.
Causa ritardo prendiamo l’ultimo treno per Padova alle 23.37, all’ una siamo nel nostro grande lettone, le bici dormono in garage.
Oggi Km 10

DOMENICA 14 AGOSTO:
E’ mezzogiorno,noi stiamo seduti in silenzio sul balcone di casa, tra i panni stesi ad asciugare; pensiamo alle cose che abbiamo visto e a quelle che abbiamo dovuto tralasciare, c’è un bel sole e il vento fresco ci accarezza, la città è tranquilla. Una frase irrompe come un tuono:
“Sai, navigando in Internet ho trovato una bella ciclabile che…”

PER INFORMAZIONI: franco.cattalini@unipd.it

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