Da Cortina d’Ampezzo a Vienna

di

Franz & Naty

 

Premessa: Non siamo ciclisti provetti, il sottoscritto non pedalava da 32 anni, eccettuate tre uscite con gli AdB di Padova; l’idea di intraprendere questo viaggio è stata ispirata da un mio caro collega, ciclista viaggiatore, ma dal fisico non esattamente tersicoreo, che aveva già percorso un lungo tratto dell’itinerario; le bici sono delle mountain bike economiche, opportunamente riadattate da noi con accessori da turismo; dulcis in fundo, sono anche un fumatore.

La tecnica
I MEZZI:
Come già scritto le bici sono state adattate con freni v-brake, parafanghi, selle comode, portapacchi robusti, borse, manubri con piega rialzata, dinamo e fanali, computerino.

ATTREZZI:
Due fili dei freni, qualche chiave di misura opportuna, cacciavite reversibile, boccetta d’olio per la catena, leve smontagomme, mastice e pezze.

ABBIGLIAMENTO:
Due canottiere, una maglietta, tre paia di calze, intimo, pantaloni corti, jeans, felpa, due pantaloncini imbottiti da ciclista, guanti, giacca antipioggia e cappellino.

FOTOGRAFIA:
Una vecchia macchina meccanica e manuale, zoom 40-80 mm, mini flash, 10 pellicole.

CAMPEGGIO:
Tenda igloo tre posti doppio telo, materassini autogonfianti, sacchi a pelo, cuscini gonfiabili, filo per la biancheria, coltellino multiuso.

MAPPE E GUIDE:
Carta dei campeggi gentilmente fornita dall’Ente Austriaco per il turismo, ottima.
Guida verde del T.C.I. un classico.
Ciclabile dei Tauri, una vecchia edizione del 1995, tradotta approssimativamente e ormai poco attendibile.
Ciclovia del Danubio di A.Fiorin, Ediciclo 2005, dire perfetta è troppo poco.

Il viaggio è durato dal 23 luglio al 14 agosto 2005; 922 i Km percorsi in totale.

I costi 
22 giorni, tutto compreso, trasporti, vitto, alloggio, souvenir e cianfrusaglie varie: 
circa 1600 euro per due persone.

IL PERCORSO

SABATO 23 LUGLIO:
La sveglia suona alle 5, cosa traumatica, visto che è il primo giorno di ferie, ma il treno per Calalzo parte alle 6.00; incredibilmente riusciamo a prenderlo, Naty prosegue il suo sonno accovacciata sul sedile; arriviamo puntuali a destinazione e prendiamo il bus per Cortina (piccolo problema: la corriera non porta più di due bici, il servizio per ciclisti inizia il primo agosto); tolte le borse e le selle, sdraiate le bici nel bagagliaio, il problema è risolto).
La pista ciclabile per Cimabanche inizia nel piazzale alla fine dell’autoparco, finalmente alle 11 comincia il vero viaggio, a pedali. Grazie alla nostra preparazione atletica siamo fermi a tirare il fiato dopo soli 4 Km, superati da bimbi, anziani ed altri che ci osservano con pietà e derisione, comunque, dopo qualche Km la pur leggera pendenza si attenua, noi prendiamo il ritmo e impariamo come si usano i rapporti, il cielo si è rasserenato e alle 13 siamo a passo Cimabanche. Breve sosta e, considerato il traffico piuttosto scarso, decidiamo di proseguire per la statale. La discesa è veloce ma ci concediamo varie soste per ammirare lo splendido paesaggio delle Dolomiti. Arrivati a Dobbiaco troviamo subito la ciclabile e ci lanciamo lungo i declivi, però un vento birichino spira fortissimo giusto in direzione opposta e così ci tocca pedalare con un rapporto corto anche in discesa! Fortunatamente dopo un po’ cessa questo fastidio, varchiamo il confine senza nemmeno accorgercene e ci troviamo nei pressi di una nota fabbrica di biscotti con relativo spaccio in legno, tavolini e ombrelloni. 
Somma goduria! Eravamo digiuni, è un grosso errore pedalare senza aver almeno fatto colazione!
Con lo stomaco pieno si viaggia meglio, la ciclabile è veloce, l’asfalto è ottimo e alle 18 arriviamo a Lienz. Trovato il campeggio, doccia, cena in una gasthof e a nanna, siamo davvero cotti!
Km percorsi: 80.

DOMENICA 24 LUGLIO:
Sveglia alle 8, la notte ha piovuto copiosamente, perdiamo un po’ di tempo ad asciugare la roba e alle 10 partiamo; il cielo è coperto. Trovare la ciclabile dell’Isel è facile, la pista è asfaltata e in ottime condizioni, il dislivello è irrilevante. Dopo una quindicina di Km inizia la parte sterrata, noi preferiamo deviare lungo la vecchia statale, praticamente deserta, per non prendere troppe pozzanghere. Arrivati a Huben ritorniamo sulla “ciclabile” ma ci ritroviamo su di una stradina stretta, aperta al traffico e con pendenze piuttosto rilevanti, pazienza, si scende e si spinge, gli ultimi 8 Km sono per noi impegnativi.
Arriviamo a Matrei (anche il paese è fatto in salita), cerchiamo l’ufficio informazioni per superare il Felbertauertunnel, che non consente il transito alle bici. E’ domenica, tutto chiuso! Cortesemente la padrona di un campeggio ci informa che avremmo dovuto prendere la navetta a Huben, ci dà il numero di telefono e ci avvisa che è piuttosto cara. In alternativa ci propone di usare l’autobus che ferma nel piazzale poco distante; arriviamo alla fermata, vedendo l’orario mancano ancora 3 ore (nei giorni feriali passa circa ogni ora), ci sistemiamo su di una panchina e aspettiamo. Il bus arriva puntuale, carichiamo le bici e facciamo il biglietto in vettura. Solo 2 euro, le bici, sdraiate nel bagagliaio non pagano! Decidiamo di farci portare fino a Mittersill, dato che il cielo non promette nulla di buono e non c’è ciclabile dopo il tunnel. Giunti a destinazione scarichiamo i mezzi e troviamo un minicampeggio; è nel giardino di casa di un anziano e simpatico signore, molto gentile. Montiamo la tenda, doccia e a cena in gasthof nel centro del paese.
Km percorsi: 36.

LUNEDI’ 25 LUGLIO:
Ci svegliamo con la pioggia che picchietta sulla tenda, fortunatamente dopo qualche minuto cessa e cominciamo a smontare il campo.
Breve sosta al supermercato, in farmacia e andiamo a prendere il trenino per Krimml, dove inizia la ciclabile dei Tauri. Una gentile signora che sta vuotando i cestini della stazione nel bagagliaio di una Golf nuova di zecca (?!) ci informa che il treno non c’è e ci indica l’orario dei bus, quello per i ciclisti parte tra più di 2 ore; un cartello stradale indica Krimml a 30 Km ed ecco la Franz ideona: andiamo a pedali!
La ciclovia corre lungo la riva del fiume Salzach, molte persone sono al lavoro per rinforzare gli argini con un infinità di sacchi di sabbia, più avanti si vedono chiari i segni di un’uscita del fiume, in molti punti i binari del treno sono divelti o addirittura scomparsi, nei campi coltivati ci sono sabbia e detriti vari, residui di un’esondazione di poco tempo prima, noi continuiamo tranquilli sotto un caldo sole, incrociando vari cicloturisti che scendono veloci.
Dopo una decina di Km la ciclabile si inerpica su e giù in alcuni paesini, con saliscendi anche impegnativi, pazienza, si fatica.
Giungiamo alle 12 alla stazioncina vuota di Krimml, qui comincia un tratto sterrato con pendenza per noi troppo dura, Franz riesce anche a beccarsi la scossa con una specie di contapersone a sbarra! Si va a spinta per alcune centinaia di metri, si suda! 
Fortunatamente nel bosco, presso una piccola roggia ci sono fragoline e mirtilli a volontà, piacevole sorpresa dopo una simile faticaccia. Alcuni ciclisti salgono sciolti, beati loro, viaggiano scarichi, mentre noi….
Superato un bacino di compensazione si arriva al parcheggio della cascate. Abbiamo fame ma la pizzeria “Kascate” è chiusa, dobbiamo accontentarci di bibite e gelati presso un chioschetto di souvenir, pazienza. Rifocillati, continuiamo a piedi
lungo la stradina che porta alla biglietteria ed ecco vari ristorantini che offrono specialità locali, rabbia! Dopo un quarto d’ora giungiamo al primo salto, davvero spettacolare! Impressiona anche il rumore cupo dell’acqua scrosciante, la natura mostra la sua forza. Decidiamo di inerpicarci a vedere anche il secondo salto, il dislivello è di 300 mt, ancora salita, e via su per il sentiero, in mezzo a tanti altri turisti. Un’oretta di scarpinata e ci affacciamo dal balcone della baita dove ci concediamo riposo e beveraggi. Meraviglioso! Il panorama domina la valle, il sottofondo è il rombo della cascata, ne valeva davvero la pena!
Una volta scesi recuperiamo le bici e torniamo indietro, lanciandoci giù per la statale, ormai deserta; ragazzi che velocità, non tocchiamo i freni e via per quattro chilometri esaltanti! Il cielo si è fatto cupo, il vento contrario ci rallenta, decidiamo di fermarci a Habach, in una stanza privata, presso la gentile sig.ra Gruber. Alle 20.20 si scatena un forte temporale, noi siamo in una bella e grande camera con balcone fiorito, i mezzi sono al riparo nella stalla.
Doccia di rito, la sig.ra ci munisce di un maxiombrello e andiamo a cena nel ristorante di un vicino hotel. Abbiamo fame e siamo stanchissimi!
Km fatti: 54.

MARTEDI’ 26 LUGLIO:
Dopo un’abbondante colazione partiamo da casa Gruber, il cielo si è rasserenato, pedaliamo tranquilli lungo la statale fino a Mittersill, dove riprendiamo la ciclabile. Si viaggia lungo saliscendi attraverso le splendide campagne del Pinzgau, l’economia di questa regione è prevalentemente agricola, ci sono pecore e mucche al pascolo ovunque; pedaliamo chiacchierando in questa bucolica tranquillità.
Sosta panini a Piesendorf all’ombra vicino a una fontana.
La sede della banca locale è un’antica casa in pietra con una grande statua di un santo in legno dipinto. Si riparte verso Zell am see, i campeggi del lungolago sono troppo affollati per i nostri gusti e decidiamo di proseguire fino a Taxembach, dove non troviamo il camping e ci fermiamo alla pensione Orglwirt, nel centro cittadino, vicino alla bella chiesa barocca. Facciamo una bella doccia, il 
bucato e passeggiamo per il paese fino all’ora di cena. L’appetito è robusto, il vitto ottimo; alle 20.20, puntuale, si scatena il solito, nubifragio.
Km percorsi: 74.

MERCOLEDI’ 27 LUGLIO:
Ci svegliamo presto, abbondante colazione e via, sotto un bel cielo azzurro; sotto al paese c’è una ripida stradina che conduce alle locali cascate, al bivio incontriamo un gruppo di italiani che vanno a visitarle, loro viaggiano scarichi, noi non abbiamo voglia di spingere le bici per 1 Km al ritorno, ci salutiamo e proseguiamo, forse sbagliando strada, finiamo sulla veloce e trafficatissima statale, dopo vari chilometri di sofferenza notiamo un cartello verde, scoprendo che la corsia d’emergenza fa da ciclovia!
A causa di problemi climatici dobbiamo escogitare un sistema per asciugare il bucato, Naty ha una brillante idea!  Svoltiamo per Lend e dopo una discesa bruciafreni, imbocchiamo la vecchia statale a traffico nullo per qualche chilometro, poi di nuovo nel caos sulla corsia d’emergenza. Un poliziotto con l’autovelox non ci degna di uno sguardo, in galleria accendiamo le luci; poco dopo l’uscita giriamo a destra e ricominciamo la tranquilla ciclabile fino alle spettacolari cascate Lichtensteinklamm .
Parcheggiate le bici ci incamminiamo nella gola dove l’acqua ha scavato profondamente la roccia, tra circonvoluzioni incredibili, la visione è davvero emozionante, da non perdere!
Riprendiamo la pedalata, notando in molti paesini degli strani pali, addobbati e ornati in maniera variopinta, 
secondo la guida sono simboli inerenti a fidanzamenti e promesse di matrimonio, come vuole la tradizione locale.
Nel primo pomeriggio arriviamo al campeggio di Pfarrwerfen, dove dei simpatici camperisti romani ci indicano attrattive davvero interessanti da vedere nella zona, così prendiamo la decisione di fermarci qui anche domani.
Km fatti: 45.

GIOVEDI’ 28 LUGLIO:
Stanotte non ha piovuto, strano! Anzi, la giornata è piuttosto calda; alle 9 siamo già sulle bici, dopo aver fatto colazione, andiamo a visitare Werfen; all’ufficio informazioni ci riempiono di depliant e ci informano che con la ricevuta del campeggio usufruiamo di uno sconto presso le biglietterie di numerose attrattive turistiche del salisburghese.
Il castello sorge su di una collina che domina la vallata, salita anche oggi, ma siamo scarichi e tutto si riduce ad un po’ di fuorisella. Parcheggiamo e cominciamo a salire il sentiero che porta all’ingresso del castello, si suda!
Incontriamo anche il gruppo di ciclisti italiani trovati ieri e, scambiando qualche parola, cominciamo la visita guidata. I meandri del maniero sono decisamente interessanti e Franz ne approfitta per giocare come suo solito, ma aspettiamo tutti che scocchino le 11 per assistere allo spettacolo della falconeria, nel grande cortile. Ci sono aquile, falchi, gufi e avvoltoi che si
esibiscono, abilmente addestrati. In un’ala del castello si può ammirare come l’utilizzo di questi meravigliosi animali sia una tradizione radicata da secoli in queste zone. Finito lo spettacolo salutiamo il gruppo di amici italiani, loro si dirigono verso Salisburgo, noi scendiamo in paese per uno spuntino e ci dirigiamo al parcheggio della navetta che porta alla grotta “Eisriesenwelt”, il più grande labirinto di ghiaccio del mondo! Il piccolo bus ci lascia alla fine dell’asfalto, si prosegue a piedi, in salita fino all’attacco della funivia che ci porta ancora più in alto, dopodiché proseguiamo ancora a piedi, arrampicandoci sul costo della montagna. Man mano che saliamo, la vista sulla valle sottostante e sui pinnacoli di roccia si fa emozionante, si vedono nitidamente il corso del fiume e la ciclabile che ne segue il tracciato. Arrivati alfine all’ingresso, provvediamo a tirare fuori dallo zaino i jeans, felpe, K-Way e iniziamo a vestirci in modo adeguato, considerando che all’interno la temperatura max. è di zero gradi. Notiamo però che alcuni altri visitatori la prendono più allegramente, vestiti in maglietta, calzoncini e sandaletti; sono esempi da non seguire, viste le difficoltà che si riscontrano in una visita lunga un’ora e mezza; abbiamo dovuto sorbirci lamentele e pianti di bimbi semiassiderati per un bel po’ del percorso.
Pazienza, comunque il tutto è stato davvero affascinante, le forme assunte dal ghiaccio lasciano senza fiato, illuminate dalla guida con le lampade a carburo e fili di magnesio, assumono contorni e colori inimmaginabili, è uno spettacolo fantastico, sembra un film.
Usciamo, ci togliamo i vestiti pesanti e iniziamo la discesa verso valle; ci vogliono circa quattro ore per questa avventura nella grotta, ma è un’escursione veramente imperdibile!
Rientriamo al campeggio, doccia, ristorantino e in tenda,è stata una giornata intensa, ma non la dimenticheremo facilmente.
Km pedalati: 15. 

VENERDI’ 29 LUGLIO:
Anche stanotte non ha piovuto, partiamo con calma, la guida indica come punto difficile il passo di Lueg, che si rivela poco più di una collinotta, impegnativi per noi sono invece i saliscendi da Golling a Hallein, dove sistemiamo le bici nei pressi della stazione e saliamo sul bus n. 41 per Durrnberg. All’ingresso delle miniere usufruiamo dello sconto, grazie alla ricevuta del camping, saliamo sul trenino ed entriamo nelle profondità sotterranee, la visita guidata è interessante e divertente, scesi dal trenino, dopo alcune sale dedicate all’escavazione sin da tempi remoti si imbocca il primo dei lunghi scivoli che entusiasmano i più piccoli, che con l’assenso della guida, ripetono più volte l’esperienza. Sottoterra si passano un paio di volte il confine austro-tedesco, si attraversa un laghetto limpido e salatissimo, si vedono i vari sistemi di estrazione del sale e la storia delle miniere attraverso i secoli. All’uscita visitiamo la ricostruzione del vicino villaggio celtico e riprendiamo il bus per la stazione.
La ciclabile ci conduce sino ai pressi di Salisburgo, una gentile signora ci accompagna in bici al campeggio in collina, altrimenti difficile da trovare. Siamo cotti, oggi faceva davvero caldo.
Km fatti: 54.

SABATO 30 LUGLIO:
Decidiamo di cambiare campeggio per avvicinarci di più alla città e, data la vicinanza, andiamo a vedere il castello Hellbrunn con i suoi fantasiosi scherzi d’acqua. E’ meglio premunirsi per evitare di bagnare la macchina fotografica, visto l’allegro spirito di chi ha progettato il tutto. Ci sorprende la spiegazione della copiatura del sistema idraulico, ispirato da una analoga villa nei pressi di Milano; perdonateci l’ignoranza. Sotto un caldo sole raggiungiamo l’altro campeggio, facilitati dalla mappa delle ciclabili e dalle informazioni fornite dall’ apposito ufficio, poco lontano dal castello. Piantata la tenda facciamo un bel bucato e partiamo alla scoperta della città. Il tempo si rannuvola ma non ci preoccupiamo troppo.
Salisburgo è la città di Mozart, la figura del grande musicista è ben presente ovunque,gloria perpetua dei cittadini, strano pensare che sia stato cacciato a pedate dall’aiuto cuoco a servizio dell’allora arcivescovo! Ci sorprende il fatto che in bici si possa circolare pressoché ovunque, i numerosi sensi vietati recano un cartellino con la scritta di permesso ai ciclisti, la città è piena di parcheggi dedicati, il rispetto da parte degli altri veicoli è assoluto, fosse così anche nelle nostre città……
Passeggiando per queste strade ci si tuffa in un elegante passato, le tentazioni ai peccati di gola sono irresistibili, cediamo, siamo esseri umani. La ricerca per la cena in luogo tipico, seduti su panche di legno, vicini a perfetti sconosciuti si risolve alla taverna Wilmer dove si giunge attraverso un portico di pietra della Getridegasse. A tavola il nostro vicino è un simpatico teutonico che, in italiano, ci racconta dei suoi studi nella nostra città. Ci vengono servite due pentole di Gulasch, Naty, pur affamata, non riesce a finire la sua razione, io non ce la faccio ad aiutarla. Puntualissimo, alle 20.20 si scatena il solito temporale, recuperati i mezzi e indossate le cerate, pedaliamo tra le pozzanghere e la pioggia battente i sei Km che ci portano al campeggio; è buio, Naty segue la lucina del mio fanalino; arriviamo alla tenda completamente fradici, mi prende lo scoramento: l’unico indumento asciutto rimastomi è il costume da bagno! Siamo sfiniti, per fortuna la tenda tiene benissimo anche sotto il diluvio, a nanna.
Km percorsi: 32.

DOMENICA 31 LUGLIO:
Alle 9 Naty mi sveglia con una sorpresa: ha messo tutto il vestiario nell’asciugatrice, mi porge maglietta, felpa, pantaloni ecc. ancora caldi, senza di Lei…….
Dopo colazione prendiamo il bus per continuare la visita della città, pioviggina, ma ora il morale è alto.
Dalle mura del castello il panorama non è confortante, ma la lunga visita ci distrae dai guai del meteo. Molto interessante si rivela il museo delle marionette che vengono impiegate nelle rappresentazioni delle varie opere liriche. Ci piacerebbe assistere a una di queste, ma purtroppo il tempo non ce lo consente, davvero peccato!
Ormai è pomeriggio inoltrato, non riusciamo a vedere la Residenzgalerie, chiude tra poco,ci godiamo una passeggiata ai giardini Mirabell e una partita con gli scacchi giganti nella piazza sottostante il castello.

Ahinoi, la taverna di ieri sera è chiusa, dopo vari tentativi dobbiamo ripiegare sul Mc Donald locale, dopo facciamo ancora due passi e si torna con il bus al campeggio.
Arrivederci, Salisburgo, sei sempre incantevole!

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