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Cibiana e suoi murales |
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Domenica 7/9/03 |
Con una bellissima giornata di sole siamo partiti dalla stazione di Padova col treno alla volta di Calalzo, ultima stazione di un tragitto singolare quanto panoramico, almeno nel suo tratto finale, quando lasciate le monotone visioni del sempre più “capannonizzato” mitico Nord-Est, la strada ferrata s’insinua nella valle del Piave.
Crede che la comodità, la bellezza del paesaggio, la possibilità di vedere angoli sconosciuti eppur passati mille volte che ci dona il treno, con il suo lento andare, con l’angolo di visuale ristretto al proprio finestrino, oltre il quale compaiono come in un filmato già visto, luoghi e situazioni già visti o forse mai, siano fra i molti motivi per il quale non dovrebbero mai sopprimere le linee minori.
E il viaggio, seppure con tempi lunghissimi, appare subito piacevole, per la compagnia delle persone, per la tranquillità, nessuno sarà impegnato nella guida dell’auto, per la possibiltà di interloquire con tutti i presenti nel vagone riservato.
Arriviamo benissimo a destinazione,e…… ci perdiamo subito!
Andiamo a prendere un caffè……ci aspettiamo là…Ci troviamo di là…… telefonini……..torna indietro ……….,vai a vedere……..c’è ancora qualcuno indietro……
Finalmente ricongiunti! Sotto la prima delle gallerie della vecchia ferrovia che portava a Cortina il gruppo ricompattato ascolta le descrizioni e le raccomandazioni del Capogita, dopo le quali si inizia il percorso di una recuperata pista ciclabile in alcuni tratti iniziali non particolarmente felici, alcune gallerie sono ancora al buio, lo sterrato è in cattive condizioni, ma appena si entra in territorio del paese di Valle di Cadore le cose cambiano radicalmente, forse perché l’amministrazione ha fortemente voluto e quindi investito più di altre sulla pista ciclabile, ma le gallerie sembrano illuminate a giorno, la strada diventa larga due corsie e soprattutto…. asfaltata,….segnalata….pulitissima ….un sogno….
Siamo in Austria? No ma ci siamo molto vicini, che conti qualcosa?
Percorriamo tranquillamente questa meraviglia incontrando rari bikers, alcuni passanti col cane, escursionisti soft.
Incrociamo alcune vecchie stazioncine riattivate per scopi sociali e dopo qualche kilometro di impercettibile salita , arriviamo al bivio che, abbandonata la pista ciclabile, porterà a Cibiana di Cadore. Qui sorge una costruzione che in passato sarà stata di ausilio per i trenini ed oggi è abitata da un personaggio che racconta ai passanti la storia della ferrovia mostrando : foto di treni sbuffanti che si aprivano la strada tra metri di neve, giornali d’epoca, orari vecchissimi ed una raccolta di vipere in bottiglia!!!
Una discesa a precipizio di un paio di kilometri ci introduce al primo vero problemino appena attraversato il Boite : la strada incomincia a salire con bella pendenza e quasi tutti cominciano a sbuffare, a togliersi qualche maglia o la felpa e il silenzio prende il sopravvento,…si sentono solo le ruote delle bici che scivolano, faticosamente sospinte nell’ansimare del respiro.
Per fortuna non durerà moltissimo ed il comparire del cartello stradale indicante Cibiana ci consola tutti, i più allenati sona già arrivati e si godono il caffè o la birra, tutti però fanno tappa dentro al panificio dove profumo di strudel ed altri deliziosi dolcetti inducono alla sosta.
Il momento del commiato con il gruppo degli scalatori è giunto ; ci rivedremo alla stazione di Longarone dopo che essi avranno portato a termine la loro parte più impegnativa, cioè la salita al monte Rite.
Per il gruppo che rimane in paese
inizia, dopo aver mangiato un paio di panini, il percorso guidato con sapiente
maestria, garbo e molta pazienza, da……………..alla scoperta di un paese
di montagna come ce ne sono moltissimi che vedevano la propria
popolazione andarsene anno dopo anno, dove l’economia basata
sull’emigrazione non invogliava i giovani a restare .Qualcuno pensò allora
di dipingere sui muri del paese la sua storia per far conoscere il proprio
paese, distinguendolo da altri come " il paese che dipinge al sua storia".
Dal 1980 ben 55 sono stati gli affreschi eseguiti, gratuitamente, da artisti possibilmente italiani e conosciuti, su temi assegnati in precedenza e su pareti messe a disposizione dai proprietari delle case stesse, quasi sempre legati o alla storia della famiglia o al lavoro che veniva svolto o ad episodi storici o leggendari tramandati dagli anziani.
Come nelle belle storie anche questa per il momento è a lieto fine o meglio dura ancora, nel senso che i turisti arrivano a Cibiana trovano aperte alcune fabbriche e falegnamerie dove lavorano i giovani che non se ne vanno più!!
Devo riconoscere di non aver avuto rimpianti per non essere andato al monte Rite, tanto interessante varia e piacevole istruttiva è stata la visita dei murales. Questultima richiede comunque un paio d’ore passate velocissime camminando per le contrade del paese che si trova distribuito su tre frazioni abbarbicate al monte e quindi anche un po’ di movimento viene svolto.
All’ora convenuta, quindi lasciato con un certo rimpianto il paese dipinto e salutata la sua guida, imbocchiamo velocissimi la discesa e la conseguente risalita per fare a ritroso, la pista ciclabile che ci riporta alla stazione di Calalzo dove il treno si forma per tornare a Padova.
Andateci : è una gita che vi gratificherà ………….meglio con la bicicletta!!